Se non puoi venire in agenzia, chiamaci al numero 3284172806 o mandaci una mail a info@sosalternative.eu

Ti aiutiamo a:
capire la procedura
verificare se hai i requisiti necessari
preparare la documentazione richiesta
compilare la domanda on-line
allegare i documenti richiesti
monitorare la pratica.

Mihaela Chirvase

rappresentante legale

Durante la compilazione della domanda per residenza è utile avere a portata di mano:
il passaporto, se cittadino extra-comunitario, per indicare il primo e l’ultimo ingresso in Italia;
il certificato storico di residenza per indicare i registri anagrafici in cui si è stati iscritti. Se non ce l’hai e vuoi evitare le file, te lo possiamo procurare;
– le dichiarazioni di reddito per gli ultimi 3 anni;
– gli estremi della marca da bollo di 16 euro.

Alla domanda compilata on-line va allegato:
1. documento di riconoscimento
2. certificato penale/documento sostitutivo per i rifugiati
3. certificato di nascita/documento sostitutivo per i rifugiati
4. ricevuta pagamento 200 euro per il versamento del contributo conto corrente postale n.809020 intestato al Ministero dell’Interno – DLCI, causale cittadinanza
5. documento generico– facoltativo

Si deve prestare particolare all’attenzione all’estratto di nascita e al certificato penale:
1) estratto dell’atto originale di nascita completo di tutte le generalità, rilasciato in qualsiasi data;
AVVERTENZA: Per le donne che hanno acquisito il cognome del coniuge occorre, inoltre, un certificato di matrimonio, tradotto e legalizzato come sotto indicato, a meno che nella certificazione di cui al punto 1 non risulti anche il cognome di nascita.
2) certificazione penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza relativi ai precedenti penali (escluso il caso in cui, al compimento del 14° anno, l’interessato/a fosse già legalmente residente in Italia e da allora abbia sempre mantenuto in Italia la residenza legale), di data non anteriore a sei mesi;

Nota bene – Ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, gli atti di cui ai punti 1 (esclusa l’ipotesi di nascita in Italia) e 2 devono essere legalizzati dall’Autorità diplomatico-consolare italiana presente nello Stato di formazione, salvo le esenzioni previste da accordi internazionali. Gli atti devono altresì essere debitamente tradotti in lingua italiana dalla suddetta Autorità ovvero, in Italia, dall’Autorità diplomatico-consolare del Paese che ha rilasciato l’atto (in questo caso la firma del funzionario straniero deve essere legalizzata dal Prefetto competente, salvo le esenzioni previste da accordi internazionali), oppure da un traduttore ufficiale o da un interprete che ne attesti con le formalità previste la conformità al testo straniero.